Elena Rotundo/ settembre 16, 2019/ Cause Collettive, Cause Collettive Medici, NEWS/ 0 comments

Dal 1992 la normativa italiana (D.Lgs 502/92) garantisce ai Medici e Veterinari ASL la c.d. indennità di esclusiva, all’ interno della retribuzione di posizione, non solo per i contratti a tempo indeterminato ma anche per quelli a termine.

Tale indennità di esclusiva (che si somma all’importo fisso dello stipendio) è articolata in fasce che vengono raggiunte con il raggiungimento di un certo grado di esperienza professionale ed è garantita sia per chi ha contratto a temine che a tempo indeterminato.

Il CCNL della Dirigenza Medica e Veterinaria riconosce, infatti, tale diritto e riconosce altresì l’indennità di posizione al raggiungimento di una anzianità di servizio minima.

Da sempre, le aziende sanitarie rifiutano, tuttavia, di riconoscere nella anzianità di carriera, utile ai fini della maturazione del diritto a percepire gli emolumenti retributivi su esposti, i periodi di servizio maturati presso le ASL con contratti a termine, anche qualora si siano verificati interruzioni tra un contratto e l’altro, anche di pochi giorni.

Il diritto all’ erogazione di tale voce è stato confermato da una recente Ordinanza (n.7440/2018) della Cassazione Civile sezione lavoro che ha riconosciuto:

– La anticipata decorrenza della retribuzione di posizione, anche per il periodo di pre-ruolo, con conseguente diritto alle relative differenze retributive;

– Il risarcimento del danno in misura pari alla differenza fra la retribuzione concretamente percepita e quella superiore a titolo di indennità di esclusività e di retribuzione di posizione, alla quale il dirigente avrebbe avuto diritto anticipatamente ove fossero stati conteggiati anche i servizi resi sulla base dei contratti a termine ed attribuito al dirigente interessato un incarico di alta specializzazione o di struttura semplice.

La Cassazione, infatti, afferma che la maturazione dell’anzianità complessiva di servizio può avvenire anche per effetto di «un rapporto di lavoro a tempo determinato», senza soluzione di continuità e anche in aziende ed enti diversi della stessa amministrazione. E la continuità va riconosciuta anche in presenza di intervalli temporali tra i diversi contratti a termine che siano conformi a quelli richiesti dalla disciplina nazionale e comunitaria. E in caso di violazioni da parte del datore di lavoro che darebbero diritto al riconoscimento di un rapporto a tempo indeterminato, a maggior ragione, è da escludere che possa configurarsi una “soluzione di continuità” quando tali intervalli siano insussistenti o minimi e la parte interessata rinunci a far valere la prevista nullità.

A seguito dell’incremento dell’anzianità di servizio, le voci retributive di cui sopra avranno decorrenza anticipata e ciascun Dirigente Medico o Veterinario ASL avrà diritto ad una somma complessiva tra i 35 mila e i 70 mila Euro.

LE SOMME A CUI SI HA DIRITTO

1) INDENNITA’ DI ESCLUSIVITA’

In concreto ciascun Medico/Veterinario ASL ha diritto a una somma che varia, a seconda del numero degli anni di contratti a termine, da circa:

– euro 7.000,00 a euro 70.000,00, ,con una anzianità nel SSN tra i 5 anni fino a 15 anni;
– euro 9.500 a euro 95.000,00, con una anzianità nel SSN superiore a 15 anni;
– euro 3.500 a euro 35.000, se già titolare di incarico con anzianità nel SSN superiore a 15 anni.

2) INDENNITÀ DI POSIZIONE

Ciascun Medico/Veterinario ASL, a seconda da quanti anni sia stato assunto in ruolo, avra’ diritto a una somma di circa:

– 5.000,00 euro ad anno se privo di incarico dirigenziale;
– 9.000,00 euro ad anno, se titolare di incarico di struttura semplice.

QUANTIFICAZIONE DEI BENEFICI

A seguito della proposizione del ricorso e del suo accoglimento, il Medico/Veterinario ASL vedrà riconoscersi i seguenti importi:

– Indennità di esclusività

  • Euro 7.060,43 annui lordi, a titolo di risarcimento del danno, per ogni annualità aggiuntiva eccedente i 5 anni di servizio;
  • Euro 9.533,80 annui lordi a titolo di risarcimento del danno, per ogni annualità aggiuntiva eccedente i 15 anni di servizio;
  • Euro 3.405,77 annui lordi a titolo di risarcimento del danno, per ogni annualità aggiuntiva eccedente i 15 anni di servizio, che il medico, già titolare di un incarico dirigenziale, risulti vantare grazie alla ricostruzione della anzianità complessiva rideterminata sulla base dei contratti a termine vantati.

– Retribuzione di posizione

  • Euro 3.330,73 annui lordi per ogni annualità aggiuntiva eccedente i 5 anni di servizio per i dirigenti privi di incarico (equiparati);
  • Euro 1.128,26 annui lordi, a titolo di risarcimento del danno retributivo, sempre per ogni annualità aggiuntiva eccedente i 5 anni di servizio, ovvero di Euro 5.579,57 annui lordi, laddove invece il dirigente lamenti la mancata attribuzione dell’incarico di struttura semplice.

Solo attraverso una Class Action (ricorso collettivo) dedicata si potranno richiedere tali somme. La I.T.M. mette a disposizione la sua esperienza nel settore per sostenere e guidare chiunque voglia far valere i propri legittimi interessi e diritti, organizzando gruppi di richedenti per la migliore conclusione dell’ azione risarcitaria.

Si precisa che la scadenza dei termini per aderire al ricorso sopra esposto è fissata al

                                                                     15 DICEMBRE 2019                                    

Per maggiori informazioni contattare dal lunedì al giovedì, dalle ore 10 alle ore 17, uno dei seguenti numeri:

06.91932300  /  346.8464076

Oppure inviare una email al seguente indirizzo : itm.infotutelamedici@gmail.com

Oppure recarsi, negli orari e nei giorni su indicati, presso la sede di Via Clitunno, 55 – Roma

Compila il form per contattarci!


 

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